leggeunioniciviliIn seguito all’approvazione della legge che istituisce per la prima volta in Italia l'unione civile tra persone dello stesso sesso, dedichiamo i prossimi due articoli alle norme appena varate.

REGISTRAZIONE.

La legge riconosce a due persone maggiorenni e dello stesso sesso il diritto di costituire una unione civile con una dichiarazione di fronte all'ufficiale di stato civile e in presenza di due testimoni. I relativi atti devono essere registrati nell'archivio dello stato civile e devono contenere: i dati anagrafici delle parti, il regime patrimoniale e la residenza, i dati anagrafici e la residenza dei testimoni. Le parti possono stabilire il cognome dell'unione civile scegliendolo tra i loro cognomi.

CONVIVENZA DI FATTO.

I requisiti per la convivenza di fatto sono: la maggiore età dei conviventi (siano essi di diverso o dello stesso sesso) e la sussistenza di legami affettivi e di reciproca assistenza morale e materiale.

IMPEDIMENTI.

Non si può costituire un’unione civile se: esiste già un vincolo matrimoniale o un'unione civile tra persone dello stesso sesso, l'interdizione per infermità di mente, ci sono rapporti di affinità o parentela, c'è una condanna definitiva per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l'altra parte. Se è stato disposto soltanto rinvio a giudizio o sentenza di condanna di primo o secondo grado o una misura cautelare, la procedura per la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso è sospesa sino a quando non è pronunciata la sentenza di proscioglimento.

OBBLIGHI E DIRITTI.

Reciproca assistenza fra i conviventi di fatto e stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall'ordinamento penitenziario; in caso di malattia o di ricovero, i conviventi di fatto hanno diritto reciproco di visita, di assistenza e di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate, previste per i coniugi e i familiari; la facoltà di designare l'altro quale proprio rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporti incapacità di intendere e di volere e per le decisioni in materia di salute o, in caso di morte, per la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.

In caso di morte del proprietario della casa di comune residenza, al convivente di fatto superstite spetta il diritto di abitazione per due anni o per un periodo pari alla durata della convivenza, se superiore a due anni fino a un massimo di cinque. Nel caso di coabitazione di figli minori o disabili del convivente superstite, il diritto di abitazione si protrae per un periodo non inferiore a tre anni. Il diritto di abitazione viene meno nel caso in cui il convivente superstite cessi di abitare stabilmente nella casa di comune residenza o in caso di matrimonio, di unione civile o di nuova convivenza di fatto. È prevista anche la facoltà per il convivente di fatto di succedere nel contratto di locazione della casa di comune residenza nel caso di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto.Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità lavorativa, a contribuire ai bisogni comuni.