danni ricevimentoIl Tribunale di Paola, con la sentenza del 15 febbraio 2018, ha accolto la domanda di risarcimento di una coppia di novelli sposi per “danno da matrimonio rovinato”, nei confronti della società di catering che aveva organizzato il banchetto di nozze, durante il quale la maggior parte degli invitati aveva riportato i sintomi di un’intossicazione alimentare.

Secondo quanto si legge nella sentenza, il contratto regola una molteplicità di interessi anche non economici e non legati a diritti inviolabili, la cui insoddisfazione produce un danno conseguente di tipo morale o esistenziale.

L’interesse principale che il contratto mirava a soddisfare consisteva nella buona riuscita del banchetto nuziale.

Nel caso della coppia l’inadempimento contrattuale è stato ritenuto grave (art. 1455 Cod. Civ.) e il danno è stato valutato come conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento (art.1223 Cod. Civ.)che poteva essere evitato dalla società con l’ordinaria diligenza (art. 1227 co. 2 Cod. Civ.).

É stato ritenuto che in tali ipotesi può essere liquidato il danno morale soggettivo ovverosia la “reazione” di rabbia, dispiacere (dal momento in cui gli sposi hanno realizzato che la festa era ormai rovinata) e imbarazzo nei confronti degli invitati.

Il pregiudizio esistenziale consiste invece nella sofferenza derivata dalla brutta figura che gli sposi hanno fatto con i propri invitati. L’impressione che essi hanno lasciato agli ospiti è che si fossero rivolti ad una società inadeguata per la preparazione del ricevimento, che trattava alimenti scadenti (se non proprio nocivi alla salute).