grandparentsOggi parleremo del diritto dei nonni a “mantenere” rapporti significativi con i nipoti minorenni anche nei casi in cui sia impedita la normalità delle relazioni partendo dal decreto del Tribunale per i Minorenni di Venezia del 7 novembre 2016 che, con un’interpretazione restrittiva, ha respinto il ricorso con cui i nonni materni di una bambina, figlia di genitori separati, chiedevano di veder riconosciuto il proprio diritto a mantenere rapporti significativi con la nipote.

Si tratta di una pronuncia non recentissima ma neppure troppo datata che consente però di fare chiarezza sulle norme in materia.

In seguito alla riforma del 2012-2013, il legislatore ha riconosciuto in capo agli ascendenti una legittimazione ad agire in giudizio quando l’esercizio del diritto sia impedito e "affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell'esclusivo interesse dei minori".

La riforma del 2006 sull’affidamento condiviso aveva già previsto il diritto del minore di conservare un rapporto significativo con gli ascendenti di ciascun ramo genitoriale nel caso di separazione dei genitori ma non aveva inciso sulla natura e sull’oggetto dei giudizi di separazione e di divorzio o sulle posizioni e sui diritti delle parti coinvolte.

La giurisprudenza della Cassazione successiva alla riforma del 2006 aveva ribadito che il diritto previsto dalla legge non era diritto dei nonni ma dei nipoti e aveva negato ai primi di intervenire nei giudizi in cui si decideva circa l’affidamento e le modalità di visita del minore sia in via principale sia a supporto delle ragioni di un genitore poiché nessuna legge attribuiva loro un diritto autonomo.

La disposizione normativa prevista dall’art. 317 bis Cod. Civ., pur non attribuendo ai nonni un autonomo “diritto di visita” ai nipoti, accorda loro un preciso rilievo giuridico alla conservazione della relazione affettiva.

Il Tribunale per i Minorenni di Venezia, come si diceva all’inizio, ha compresso il diritto dei nonni a mantenere rapporti significativi con i nipoti in caso di intervenuta separazione tra i genitori. I nonni materni di una bambina avevano adito l’autorità giudiziaria lamentando che il padre impediva alla figlia “in modo assoluto” di conservare rapporti significativi con gli ascendenti".

I giudici hanno respinto l’istanza dei nonni ritenendo che l’introduzione dell’art. 317 bis Cod. Civ. non ha comportato alcuna innovazione sotto il profilo processuale e che pertanto l’azione degli ascendenti va ricondotta nell’alveo dei procedimenti ex art. 333 Cod. Civ..

In questo senso, secondo il Tribunale adito, sussiste una tutela del diritto dei nonni esclusivamente quando la mancata continuità della relazione significativa con i nipoti sia effettivamente e concretamente pregiudizievole per i minori.

Tale diritto, essendo solo strumentale alla realizzazione dell’archetipo fondamentale dell’interesse del minore è destinato a “soccombere” rispetto a quello del minore a condurre un’esistenza serena ed equilibrata "senza essere coinvolto o costretto a subire le ricadute e le ripercussioni dei cattivi rapporti tra i genitori o tra uno di essi e gli ascendenti".

D’altra parte, afferma ancora il Tribunale, è lo stesso testo dell’art. 317 bis a imporre al giudice l’adozione dei "provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del minore" e non "quelli più idonei a soddisfare i desideri degli ascendenti".

Considerato poi che la norma riguarda la specifica ipotesi in cui sia "impedito l’esercizio di tale diritto" in modo ingiustificato e pregiudizievole e non alla mera necessità di regolamentare dei rapporti ascendenti – nipoti come invece richiedevano i ricorrenti - i giudici non hanno ritenuto sussistere un pregiudizio della minore e hanno rigettato il ricorso.

Il diritto dei nonni di poter incontrare i nipoti anche durante la separazione o il divorzio dei genitori non è assoluto: non spetta loro un vero e proprio “diritto di visita” con tempi e modalità come quelle previste per i genitori. È sufficiente la frequentazione con la minore quando questa si trova presso il genitore di riferimento.