alimenticonvivenzaÈ proprio il caso di dire: “Era ora!”.

L’8 febbraio il Tribunale di Milano ha pubblicato un’ordinanza con la quale ha riconosciuto all’ex convivente di fatto la possibilità di ottenere un assegno alimentare dall’ex partner ma la convivenza deve essere cessata dopo l’entrata in vigore della legge Cirinnà (ovverosia dopo il 5 giugno 2016). La legge 76/2016 entrata in vigore lo scorso anno ha introdotto nel nostro ordinamento l’istituto dell’unione civile fra persone dello stesso sesso e il conseguente diritto dell’ex convivente di chiedere un assegno alimentare all’ex partner.

Tale diritto sorge solo in caso di cessazione della convivenza di fatto e qualora la parte che richiede l’assegno versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento.  

In questi casi gli alimenti sono assegnati per un periodo  proporzionale  alla  durata della convivenza e nella misura determinata dal giudice secondo le regole generali vigenti in materia: in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli e tenendo presente la sua posizione sociale.

Il provvedimento dei giudici milanesi ha chiarito che ladomanda per gli alimenti è inammissibile quando proposta nella causa per la regolamentazione del regime di affidamento e mantenimento dei figli minori: si tratta infatti di un procedimento che non può essere prolungato per l’esame di domande diverse da quelle relative alla tutela dei figli.

La causa relativa agli alimenti va dunque instaurata separatamente.