assegni e unioni civiliINPS dixit è proprio il caso di scriverlo!

I partners delle unioni civili e i conviventi di fatto hanno diritto agli assegni al nucleo familiare (ANF), i primi in maniera analoga a quanto previsto per i coniugi e i secondi solo al rispetto di determinati requisiti (circolare INPS n. 84 del 5 maggio 2017).

L’assegno al nucleo familiare (ANF) è un sostegno economico garantito alle famiglie dei lavoratori dipendenti (o ai pensionati da lavoro dipendente) nel caso si verifichi una situazione economica di particolare disagio.

L’assegno è stato introdotto dal D.L. 69/1988 ed è riconosciuto alle famiglie con un reddito complessivo inferiore a determinate soglie stabilite ogni anno dalla legge. Anche l’importo degli ANF varia ogni anno ed è diverso a seconda della fascia reddituale di appartenenza e della composizione del nucleo familiare. Le tabelle Inps che determinano tutti questi valori sono pubblicate di norma il 30 giugno.

La circolare del 5 maggio dell’Inps stabilisce innanzitutto quale sia il nucleo familiare di riferimento nel caso delle unioni civili introdotte dalla Legge Cirinnà (n. 76/2016) e in particolare:

- se solo uno dei due partner sia un lavoratore dipendente o pensionato, valgono esattamente le stesse regole del matrimonio e alla parte non tutelata è riconosciuto l’assegno familiare;

- se vi sono figli nati da una precedente relazione a questi è garantito in ogni caso l’assegno se uno dei due genitori abbia la posizione tutelata se invece i genitori naturali sono entrambi privi di assegno, ai figli viene comunque garantito l’ANF se uno dei genitori si unisce civilmente a un cittadino tutelato;

- se vi sono figli nati successivamente all’unione civile a questi viene garantito l’assegno familiare se sono stati inseriti all’interno dell’unione.

La circolare Inps specifica che, in caso di scioglimento dell’unione civile, il diritto alle prestazioni familiari sarà regolato ove possibile in conformità con quanto disposto dal Codice Civile per i coniugi. In questo caso, per i figli nati in seguito alla formazione dell’unione, l’Inps ha richiesto il parere del Ministero del lavoro del quale vi daremo conto appena sarà disponibile.

Infine, come per i coniugi, due persone unite civilmente hanno diritto all’assegno per il congedo matrimoniale: potranno quindi assentarsi da lavoro per 8 giorni entro 30 giorni dalla celebrazione dell’unione.

Diversa la situazione per quanto riguarda i conviventi di fatto, omosessuali o eterosessuali, possono usufruire degli assegni al nucleo familiare solo in caso abbiano firmato un contratto di convivenza dal quale emerga con chiarezza l’entità dell’apporto economico di ciascuno alla vita comune.

Il contratto di convivenza è facoltativo e serve a disciplinare i rapporti patrimoniali della convivenza di fatto e a stabilire le regole che saranno ufficialmente riconosciute a tutela dei partner.